L’Episcopio

L’episcopio è un dispositivo ottico che permette di proiettare su un supporto fisico, quali ad esempio uno schermo di proiezione o un muro, l’immagine in presa diretta da originali opachi, quali libri, fotografie, stampe, giornali, e anche piccoli oggetti tridimensionali come monete.

I raggi emessi dalla sorgente a, resi paralleli da un condensatore ottico b e inviati sull’oggetto AB, generalmente posto in un piano orizzontale, sono poi da esso diffusi, e quindi riflessi dallo specchio c: l’obiettivo d forma l’immagine ingrandita AB′ proiettata su uno schermo.

da qui: treccani.it

Uso dell’Episcopio per riprodurre immagini su parete.

Gli episcopi moderni (sempre più rari) appaiono come un ibrido tra una piccola fotocopiatrice da tavolo e un videoproiettore, e sono costituiti da un piano in vetro sul quale va posto l’originale opaco o l’oggetto tridimensionale da proiettare, solitamente con dimensioni non superiori a 15 cm di altezza. Sotto questo vetro, un sistema di lampade illuminerà sufficientemente l’oggetto, che rifletterà la sua immagine nel sistema di specchi e lenti che ne consentono la proiezione sullo schermo. Un vetro sovrasta il sistema di ottica (solitamente a 5 elementi) che offre un ingrandimento da 3x fino a 8x. Le lampade possono essere di tipo alogeno o a vapori metallici, in gruppi da 2 o da 4, per una potenza media complessiva di circa 800-1200 Watt. Le dimensioni di un comune episcopio moderno possono quantificarsi indicativamente in 400 x 300 x 500 mm (L x H x P).

Episcopio professionale.

Un enorme vantaggio dell’episcopio è la semplicità e la prontezza all’uso, poiché l’originale viene direttamente proiettato. L’immagine non deve essere precedentemente catturata, convertita o digitalizzata in alcun modo, ma semplicemente posta sul piano di proiezione. Dal momento, però, che gli episcopi sono dispositivi che funzionano col principio della luce riflessa, necessitano di lampade molto più potenti, con grande consumo energetico, e lenti molto più grandi e pesanti rispetto a quelle impiegate dalla comuni lavagne luminose, che invece lavorano solitamente per luce diretta. Per lo stesso motivo gli episcopi vanno solitamente impiegati in stanze quasi totalmente oscurate.

Gli episcopi sono tipicamente impiegati per proiettare immagini da pagine di libri, disegni, piccoli oggetti (soprattutto in geologia e biologia). Viene inoltre impiegato da artisti di vario tipo durante la produzione delle loro opere (ad esempio proiettando su un muro lo schizzo precedentemente realizzato su carta). Sono inoltre stati realizzati episcopi giocattolo (a tema) che però non offrono sicuramente una nitidezza e luminosità dell’immagine tale da consentirne un uso intensivo.

da wikipedia.org

Lo specchio concavo

Uno specchio concavo è in grado di proiettare un’immagine su una superficie piana.

Nel breve filmato a questo indirizzo: video , il pittore David Hockney mostra come funziona la proiezione di un’immagine da una fonte ben illuminata (esterna alla finestra) a una superficie (in questo caso una parete) in una camera poco illuminata, tramite uno specchio concavo.

Questo è quello che alcuni studiosi ipotizzano sia stato il metodo usato da Caravaggio, che per illuminare meglio i suoi soggetti, all’interno del suo studio, praticò un buco nel tetto.

da qui: cultorweb.com

Camera lucida

La camera lucida è un dispositivo ottico utilizzato come ausilio per il disegno. Il brevetto risale al 1806 ed appartiene a William Hyde Wollaston. Non è altro che la reinvenzione di un dispositivo risalente ad almeno due secoli prima, descritto da Keplero nella sua opera Dioptrice (1611), nella quale si parla di un obiettivo composto da due lenti, una divergente e una convergente.

Il termine “camera lucida” fu coniato dallo stesso Wollaston.
Permette di sovrapporre otticamente l’immagine da ritrarre sulla superficie sulla quale si sta disegnando. L’artista può vedere contemporaneamente sia la scena che la superficie del disegno come in una doppia esposizione fotografica. Questo permette di trasferire i punti chiave dalla scena alla superficie di disegno, grande aiuto per un’accurata resa prospettica. L’artista può anche tracciare facilmente i contorni degli oggetti nella scena.

da cultorweb.com

Questo lo schema di funzionamento della Camera Lucida.

Grafoscopio una camera lucida in una vecchia reclame.

Vecchio gioco per ragazzi.

Schema di autocostruzione.

Anche qui istruzioni di autocostruzione: motherearthnews.com

Crayola ha commercializzato di nuovo la Camera Lucida come Sketch Wizard, in Italia Disegna Tutto.

Moderna Camera Lucida professionale.

Su iTunes si può trovare un’applicazione per iPhone e iPad che trasforma i vostri apparecchi in una sorta di Camera Lucida, in particolare permette di vedere attraverso lo schermo il foglio e in trasparenza una immagine caricata sdal telefono.

applicazione su itunes

Specchio Claude o specchio nero

Lo “specchio Claude” o specchio nero è un dispositivo di visualizzazione del paesaggio, uno strumento ottico pre-fotografico che è stato molto popolare nel XVIII e XIX secolo soprattutto per l’uso che ne hanno fatto i pittori.

Alex McKay, uno specchio nero riflette le rovine dell’abbazia di Tintern nel Monmouthshire (Galles)

da cultorweb.com

Anche i Macchiaioli si servirono di un metodo simile. I bianchi e i neri, questa sorta di non-colori percepiti come punti di confronto e di risalto sulla tela, stregarono questi artisti. (A differenza dei contemporanei Impressionisti, che abolirono il nero dalle loro tavolozze) Essi osservarono come su di esso i toni degli altri colori si facessero più netti.
Proprio per quanto riguarda il nero, Cristiano Banti, nelle sue ricerche cromatiche sfruttò il sistema dello “specchio nero” per meglio cogliere i contorni delle figure. Egli faceva riflettere il paesaggio su di uno specchio nero, annerito attraverso il fumo, in modo tale che esso apparisse senza scintilii di luce e affinchè le figure e le cose vi si stagliassero quali silhouette.

G.Fattori, bovi al carro

da giovannifattori.com

Il nome “specchio Calude” deriva dal fatto che può riflettere la visione di un paesaggio con un’immagine simile a un dipinto di Claude Lorraine (1600-1682). Per le sue caratteristiche era anche definito “Black mirror” (specchio nero).


Solitamente erano
piccoli specchi, neri, convessi, generalmente tascabili e quindi facilmente utilizzabili sia dai pittori che dai viaggiatori che lo usavano per contemplare, riconfigurare, copiare o disegnare il panorama. La prospettiva distorta, infatti, altera la saturazione del colore comprimendo i valori tonali, con una perdita di dettaglio (in particolare nelle ombre), ma con un’unificazione complessiva della forma e della linea. Lo specchio Claude era quindi utile a rendere più gestibile la dimensione di un grande scenario naturale (panorama), rendendolo più facilmente riproducibile e disegnabile.

Collezione storica di strumenti scientifici della Transylvania University a Lexington, Kentucky.


Per facilitare l’ultilizzo con matita e taccuino questi dispositivi avevano dei gancetti con cui potevano essere appesi (anche ad un ramo di un albero) liberando così le mani per disegnare.

da: cultorweb.com

Costruzione della cupola di Santa Maria del Fiore (Brunelleschi)

Un video su youtube del National Geographics sulla cupola del Brunelleschi:

in italiano, da vedere, semplice, sciocco e intuitivo, ma utile.

Altri quattro video da youtube in inglese, più completi:

ripetitivo ma utile.

Gaston de Chaissac

Chaissacšesàk›, Gaston. – Pittore (Avallon 1910 – Vix, Vandea, 1964). Autodidatta, fu incoraggiato da O. Freudlich; a Parigi, dove espose per la prima volta nel 1937, fu in contatto con pittori quali R. Delaunay, e J. Dubuffet, sulla cui opera sembra abbia avuto un notevole influsso.

Usò con audace creatività i materiali e le tecniche più varie: gouache, olio, impronte di utensili, carta strappata o ritagliata, oggetti di recupero dipinti e rielaborati, assemblages, collages, scultura in legno e in carbone. Interessanti anche gli scritti: L’hippobosque (1951), Chroniques de l’oie (195860).

da Enciclopedia Treccani